Piccola nostra guida alla navigazione per ragionare sul COVID-19 in termini di sanità pubblica

Tutti parlano e tutti scrivono di COVID-19. Davvero il rischio di annegare nel mare magnum di ciò che quotidianamente esce nella rete è alto. E allora può valere la pena di avere qualche punto di riferimento. Quelli che diamo noi riguardano soprattutto quei siti, tra gli innumerevoli (una volta tanto questo aggettivo è effettivamente quello giusto), che ci possono aiutare a capire come il modo di fare assistenza (care) viene cambiato da quello che sta succedendo.

 

Penso che tra gli aforismi più in voga da sempre (e come tale uno tra i più irritanti) è che “Scritta in cinese la parola crisi è composta di due caratteri. Uno rappresenta il pericolo e l’altro rappresenta l’opportunità. Essendo poi attribuita a John Fitzgerald Kennedy non c’è da stupirsi se questa frase tutti se la sono ritrovata davanti in tante slide, magari da tutte e due le parti della “cattedra” (e quindi sia come discente che come docente). In realtà, sembra che questo della crisi/opportunità in salsa cinese sia un mito e come tale da sfatare, tanto da essere presa come primo esempio nella rubrica miti da sfatare nel sito Studiare (da) Giapponese. Sì perché pare non si tratti di caratteri cinesi, ma giapponesi. Non mi spingo più avanti e torno al COVID-19. Per dire che, miti a parte, effettivamente questa drammatica crisi in corso (di natura sanitaria, sociale, culturale, politica e di altra natura ancora) fornisce infinite occasioni di riflessione e quindi di cambiamento e innovazione al nostro sistema sanitario e sociale. Ed è a questo aspetto che noi di Tech4Care guardiamo ed è a questo aspetto che si riferiranno i siti che oggi vi consiglieremo.

 

Diciamo subito che quello che emerge dalla lettura dei contributi di questi siti è che l’impatto terribile della epidemia è dipeso anche dalla convinzione che sul sistema sanitario e sociale si potesse “risparmiare” (con l’assegnazione di fondi inadeguati ai bisogni) e dalla insufficiente risposta ai bisogni delle persone più fragili, sia per motivi di salute che sociali.

 

Partiamo da Salute Internazionale, che in questo periodo si occupa molto di Coronavirus. In questo sito troviamo, ad esempio, un recente contributo dal titolo “Il convitato di pietra”. Nell’articolo si analizza il fenomeno dell’eccesso di mortalità tra gli anziani, che non sarebbe dovuto alla maggiore longevità della popolazione, ma alla pessima gestione dell’epidemia che ha abbandonato a se stesse le persone più fragili e vulnerabili. Un argomento, come si dice con una espressione un po’ scontata, di tragica attualità, visto che nella Repubblica online di oggi compare un articolo dal titolo Coronvirus, focolai nelle case di riposo. Il picco in Lombardia “Ucciso un ospite su dieci”. Altri recenti articoli riguardano ad esempio l’epidemia in Spagna e l’impatto della epidemia nella gestione dei problemi di salute mentale.

 

Ci piace molto anche il sito Scienza in Rete. Come nel caso di Salute Internazionale anche qui fare una selezione di articoli significativi è difficile. E allora tanto vale prendere tre degli ultimi. Uno è dedicato alla ancora insufficiente validità dei test sierologici, uno al rapporto tra coronavirus e inquinamento atmosferico e uno dedicato ad una cronaca sull’impatto del Covid su un ospedale di Milano.

 

Terzo e ultimo sito (sennò a forza di leggere non rimane il tempo per pensare e, tocca fare anche quello, per lavorare). È il blog dell’Institute for Health Care Improvement dove troviamo come ultimo post quello dal titolo (già affascinante) Innovation during a public health crisis, che sembra scritto per noi di Teh4Care. Qui riportiamo alcune delle strategie da adottare secondo Kedar Mate, MD, IHI’s Chief Innovation and Education Officer (le lasciamo in inglese, tanto le capisco pure io):

  • Leveraging connectivity.Mate pointed to the use of social media and other connected networks as a means of sharing vital information. As an example, he cited a the COVID-19 Facebook Group for physicians and advanced practice providers, which began with 57,000 members and nearly doubled in just five days. These clinicians are sharing information about what works and what doesn’t work to help treat patients with the novel coronavirus.

According to Mate, in normal times, clinical discussions over Facebook might be frowned upon, because it is not an official mode of transferring and vetting information. Yet in the midst of the crisis, some are clearly finding the platform useful in helping to aggressively identify and disseminate new solutions at unprecedented speed.

  • Accelerating technological innovation.Simultaneous to the unorthodox sharing of information is the fact that clinicians and researchers are accelerating the speed at which investigations into new methods of diagnosing and treating COVID-19 have gotten under way. “Overnight, essentially, we have a clinical trials group that’s investigating new diagnostics and therapeutics,” Mate said. “It’s just a remarkable, unprecedented technological advancement in very, very short order.”
  • Scaling up telehealth.To prepare for patients with COVID-19, health care organizations cancelled elective surgeries and cleared appointment schedules of non-urgent visits. Out of necessity, many have pivoted to televisits, not only to respond to patients who call with early symptoms of COVID-19, but also to help manage those with chronic illness. Scaling up telehealth has required rapid innovation, Mate said.

Bene, per ragionare sulla epidemia da COVID-19 in termini di sanità pubblica abbiamo già un buon punto di partenza.